Non mi piacciono i blog

Non riesco a leggerli, non riesco a farli.,

Soffro di claustrofobia e quando entro in un blog si accentua, non so da che parte iniziare a leggere, che cosa guardare, l'archivio è immenso... e allora passo oltre e guardo e leggo siti più facili da navigare, di più immediata comprensione, che all'apertura della home spiegano già che cosa vedrai all'interno e mi attraggono o mi allontanano, dipende dai contenuti.

Però, una mattina ho deciso che qualche cosa ho da dire anche io, non a pochi intimi amici, ma a chi avrà la sfortuna di passare di qui.

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L'agnello e la mamma pecora

Mi domando se qualcuno, prima di questa pressante, terroristica campagna dei talebani vegani e vegetariani, abbia mai pensato di abbracciare un agnello.


Gli agnelli, così come le pecore, i maiali, le mucche, i vitelli, e via discorrendo, puzzano e sono sporchi. E soprattutto non amano farsi abbracciare.


Sempre secondo la succitata campagna è orribile separare una mamma da un figlio.
In natura, eccezione fatta per qualche rara specie animale, non le pecore sicuramente, non esiste, se non nei primissimi giorni di vita, il rapporto mamma-figlio, così come ci vogliono far credere i talebani di cui sopra.


E poi, perchè solo l'agnello? E il vitello? E i lattarini (i pesciolini da frittura)? Le lumache? Le cozze?

 

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Il mio testamento

"Essendo giunta ad un'età in cui ogni momento è quello buono, ritengo giusto esternare le mie decisioni che sono le seguenti:..."

 

Rubo la frase dal copione "Il caro estinto" che il nostro Maestro ha scritto per un nostro spettacolo per dare inizio al mio testamento.

 

Non starò lì a dilungarmi sulle cose materiali, c'è già la legge che ci pensa, e, spero, il buonsenso di chi dovrà spartirsi gli oggetti.
Mi soffermo, invece, su cose un po' più intime.

 

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