Lo so

Lo so.


Molte cose, forse tutte, sono già state dette, scritte. Anche meglio di quanto farò io.
Ma non mi togliete la soddisfazione di scriverle di mio pugno, con la mia rabbia, con i miei rancori.

 

Faccio spesso un sogno ricorrente, non il solito sogno delle cadute nel vuoto o degli abbandoni, che pure faccio e che sono reminescenze infantili, ma un sogno feroce, cattivo, sogno nel quale io mi risveglio, prendo la pistola che ho sotto al cuscino e, alzandomi dal letto, comincio a sparare alle cose che odio.
E, se all’inizio questo sogno mi lasciava un po’ perplessa e pensosa, ora mi lascia con la voglia di poterlo realizzare, renderlo vero e non più un sogno.

 

Dunque, dopo una notte agitata mi sveglio, prendo la pistola che ho sotto al cuscino, mi alzo e… comincio a sparare alle cose che odio.

 

pistolaOdio la voce melliflua, odio le mossette che fanno d’accompagnamento a discorsi all’apparenza tolleranti, odio Geppi Cucciari e quel suo cazzo di bifidus, odio la tuttologia.

 

E allora pum, pum, pum, sparo.

 

Odio la parola amore spalmata dovunque ed il sentimento stesso inteso come la felicità, odio la tolleranza a tutti i costi sbandierata ai quattro venti, odio la politica del terrore dei media.

 

E allora pum, pum, pum, sparo.

 

Odio le convivenze forzate, odio l’amore materno ad ogni costo, odio i compromessi e le invide, odio la primavera, odio i doveri eseguiti con evidente sacrificio.

 

E allora pum, pum, pum, sparo.

 

Odio Panariello, odio la parola “casta” ora usata e sfruttata per creare il clima di terrore che pure odio, odio le pubblicità in tv che diventano sempre più grandi e invadenti sopra al film che sto guardando, odio la bellezza a tutti i costi.

 

E allora pum, pum, pum, sparo.

 

Odio la cultura elargita guardandoti dall’alto in basso, odio la mancanza di rispetto, odio la crema solare, odio i servizi giornalistici incomprensibili sull’economia mondiale.

 

E allora pum, pum, pum, sparo.

 


Odio i rimpianti, odio i ripensamenti, odio le unghie alla francese, odio le ragazze in fila per il casting del grande fratello, odio gli ex fumatori e odio chi il marito di prima lo chiama il mio ex.

 

E allora pum, pum, pum, sparo.

 

Odio chi che, per non sprecare tempo, s’avvantaggia non riposandosi mai, odio chi mi dice pensa a te stessa, odio chi si lamenta in continuazione, odio la pubblicità eterea e incomprensibile dei profumi.

 

E allora pum, pum, pum, sparo.

 

Odio chi mi pesta i piedi, in tutti i sensi, e non mi chiede scusa, odio chi fa le corna nelle fotografie, odio le ondate modaiole di qualunque cosa, odio l’oliva nel martini.

 

E allora pum, pum, pum, sparo.

 

Odio i vegetariani talebani, odio chi tenta di portarti dalla sua parte, odio i porta a porta, odio i condomìni, odio gli orologi.

 

E allora pum, pum, pum, sparo.

 

Odio quella che non sono stata, quella che sono e quella che potevo essere e non sarò mai.

 

E allora pum, pum, pum, sparo.


 

 

 

 

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