Lettera a Beppino Englaro

Quando ho messo su questa specie di blog, la mia intenzione era quella di divulgare, affinchè poi non si venisse a dire che non l'avevo mai detto, il mio testamento biologico (ecco perchè la sezione pensieri profondi), dopo averlo scritto nel sito degli atei.

Non l'ho mai fatto perchè queste cose si rimandano sempre, anche per pudore.

L'attuale drammatica vicenda di Eluana Englaro, però, mi ha ridato la spinta.

Comincio con una lettera al Sig. Englaro.


 

Egregio Sig. Englaro,

innanzitutto La devo ringraziare per la battaglia che sta conducendo da moltissimi anni, dapprima in "solitaria" e poi, grazie anche al Sig. Welby, sempre di più appoggiato dall'opinione pubblica.

La ringrazio perchè è riuscito con tanta serenità a sviscerare ed affrontare un problema che assilla tutti, nessuno escluso, nel momento in cui ci si trova di fronte un malato allo stato terminale, o comunque impossibilitato alla guarigione.

Non entro nel merito del vergognoso spettacolo che la politica ci sta offrendo sulle Sue spalle, che non voglio e non debbo dimenticare che sono le spalle di un padre che, nonostante la sua scelta, anche se motivata da dichiarazioni precedentemente fatte da Eluana, sicuramente soffre e si dibatte sulle scelte da effettuare, ma Le partecipo il mio appoggio totale.

Lei è un uomo coraggioso che si è assoggettato anche a pettegolezzi dati in pasto ai media da parte dei potenti.

Lei è un uomo che, spero, cambierà definitivamente e legalmente  lo stato delle cose. Sottolineo legalmente perchè fino a che i medici non seguono alla lettera il loro codice deontologico (cosa che fanno raramente e mai integralmente), fino a che la politica non la smette di fare battaglie rumorose a proprio uso e consumo, fino a che la chiesa non la smette di predicare sulla proprietà della vita, beh... queste cose, lo sanno tutti, si fanno eccome, in corsie di ospedali, in casa, con la complicità mercenaria di medici e paramedici.

Per quello che può valere, Le sono vicino.

E sono vicina a quel medico che ho visto in tv, che si prenderà cura di Sua figlia nel miglior modo possibile, nell'unico modo in cui ci si possa prendere cura di una creatura nelle sue condizioni.