03. Educazione

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Mai  mi permetterei di dare consigli o indicare la via più idonea per educare un cane.

 

Primo perchè ogni cane, pur tenendo conto delle peculiarità della razza alla quale appartiene, ha un suo cervello, un suo essere, un suo modo di vedere le cose, insomma una sua personalità per cui bisogna stargli vicino per sapere di quale tipo di educazione ha bisogno, di come fargli accettare certe "imposizioni", di come ricompensarlo.

 

Secondo perchè ci sono fior fiore di professionisti del settore che posso aiutarvi egregiamente e, in calce ad ogni mio articolo, vi  propongo sempre il biglietto da visita dell'educatrice che è riuscita ad aiutarmi meglio negli ultimi tempi.

 

Vorrei, invece, soffermarmi sull'educazione del "padrone del cane" che spesso, per superficialità, per negligenza, per pigrizia, per un modo di pensare alternativo, viene a mancare, senza dilungarmi troppo sulla raccolta degli escrementi, assolutamente giusta e civile ma ampiamente trattata anche in giurisprudenza oltre che dai media.

 

C'è un dilagante e, secondo me, pericoloso modo di gestire il proprio cane a metà tra il pensiero zen e quello new-age, tra il montessoriano e il buonismo a tutto tondo.

Chi abbraccia questo pensiero è convinto che il cane soffra a stare a guinzaglio per cui, contravvenendo peraltro alle normative vigenti, lo conduce normalmente e dovunque sciolto.

Questo comportamento è maleducato soprattutto nei confronti di chi non possiede un cane perchè se non perfettamente educato e addestrato, il cane potrebbe avvicinarsi, annusare, fare le feste, o, semplicemente, guardare qualcuno che, per esempio, ha paura, è allergico, o semplicemente non ama gli animali. La sua reazione sarà sicuramente sproporzianata al comportamento del cane ma  dobbiamo comunque rispettarla e quindi evitare che ciò accada.

D'altra parte se dedichiamo il nostro tempo al cane, portandolo spesso in un parco canino, unico luogo in cui è permesso lasciarlo sciolto e senza museruola, per farlo giocare, correre e socializzare, la passeggiata a guinzaglio non sarà altro che un altro modo per stare insieme al suo padrone, senza soffrire affatto, semprechè sia stato educato al guinzaglio, non tiri ed abbia un collare ed un guinzaglio adeguati.

 

Potrebbe, oltretutto, essere pericoloso lasciare il cane sciolto in città: non possiamo prevedere tutte le sue reazioni, benchè siamo sicuri di conoscerlo bene, ad improvvisi rumori, al passaggio di un altro cane o di una cagnetta in calore, a qualcosa che in quel momento lo possa turbare.

Potrebbe attraversare repentinamente la strada, mettendo in pericolo se stesso e le macchine che se lo troveranno di fronte.

 

 Spesso cadiamo nell'errore che dato che noi amiamo tantissimo il nostro cane tutti devono fare altrettanto. Non è affatto così.

Per cui evitiamo di portarcelo sempre dietro, per esempio a casa di altri, nei negozi, nelle chiese, nei musei, nei centri commerciali.

Al vostro cane non interessa affatto vedere la mostra di Magritte o guardare le vetrine del centro commerciale che voi preferite, anzi, è costretto a stare a guinzaglio in posti rumorosi, senza aria e affollati, senza peraltro poter neppure espletare i suoi bisogni fisiologici. Lasciarlo a casa, con la sua cuccia, la sua ciotola ed i suoi giochi sarà per lui molto più rilassante.

 

Tutto il resto dei comportamenti umani con cane, è demandato all'intelligenza, la sensibilità ed alla buona educazione dell'uomo, non dovrebbe essere necessario avere norme scritte e lo spauracchio di multe e sanzioni.

 

In ogni caso, nel prossimo articolo, parlerò di tutte le norme che riguardano i cani sul territorio del comune di Roma. Per gli altri comuni, anche se più o meno i regolamenti si equivalgono tutti, rivolgersi all'ufficio diritti degli animali del comune di appartenenza.

 

Cecilia Paniccia educatrice cinofila Roma

 



 

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