La valigia

Fare e disfare le valigie per me è sempre uno stress.

Quando le faccio non so mai cosa metterci dentro, le riempio all'inverosimile, soprattutto di scarpe e biancheria intima, milioni di docciaschiuma, dentifrici, disinfettanti e medicinali.


Quando poi arrivo a destinazione devo sempre cercare qualche negozio, ammesso che mi trovi in posti con negozi accessibili sia economicamente che qualitativamente, per acquistare cose che mi mancano, tipo maglioni o calzini...

Disfarle è cosa meno concitata e meno stressante, ma lunghissima, dura giorni soprattutto la sistemazione delle cose avanzate: miliardi di bottiglie di docciaschiuma non utilizzate che non si sa dove mettere perchè la casa è già piena di altri miliardi di docciaschiuma... e via discorrendo.

Ma non era questo l'argomento che volevo affrontare.

Volevo parlare della valigia del figlio.

I miei figli, uno dei quali vive da solo, sono ormai anni che fanno le valigie per conto loro, almeno sono sicuri di trovarci quello che occorre quando siamo in viaggio e non soltanto 8 buste di tavolette igieniche per wc e niente camicie, e se le disfano anche da soli.

E allora che vuoi?

E' che poi le cose che vengono tolte dalle valigie finiscono direttamente nel cesto dei panni sporchi che si riempie all'inverosimile di panni di tutti i colori e di tutti i tessuti.

Ma ancora una volta sono fuori tema, sarà per pudicizia, ma sono fuori tema.

Il tema reale di questo articolo è il seguente:

avete una minima idea di che cosa significhi, nonostante la mente aperta, nonostante la sinistra intellettuale, nonostante tutto, fare e disfare, nei termini sopra descritti, la valigia di un figlio di quasi 18 anni che è partito da solo... dichiaratamente gay dalla nascita?

Finchè era piccolo il tutto era sotto controllo, ora... molto meno.

Sono costretta a lavare e stirare gonnelline plissettate e con merletti, toppini con fiocchetti di raso, il tutto di pessima qualità ed in pessime condizioni, acquistato chissà in quale mercataccio rionale e, soprattutto, mai visto in casa.

Quindi, come avrete capito, l'argomento è: sono la mamma di un figlio gay adolescente, come faccio a superare i traumi quotidiani?

 

LASCIA UN COMMENTO