Crafter e Refashionist

L'epoca attuale passerà alla storia come l'era crafteriana.

 

Un crafter è una persona che "fa cose". Fino a qualche decennio fa si chiamava artigiano, ora è molto più trend la definizione crafter.

 

Il mondo, improvvisamente, è pieno di gente che fa cose, gioielli, sedie, maglioni, puntaspilli. Sì i puntaspilli vanno per la maggiore... non ho ben capito perchè.

 

Il tripudio avviene quando il crafter non è un semplice crafter ma un crafter-refashionist. cioè uno che prende 32 bottiglie di plastica e invece di buttarle ci fa un'orribile, precaria, libreria. Oppure che prende 3 magliette nuove nuove e ne realizza una piena di volant e fiorellini.

 

Insomma un po' la sintesi di quello che facevano le nostre mamme: prendevano i pantaloni di papà e ci facevano una scamiciata per la bambina, il colletto consumato della camicia veniva tagliato e si creava una bella camicia con il colletto alla coreana, le scatole dei biscotti venivano provviste di pezzetti di cartone pesante o di legno leggero che fungevano da divisori per metterci dentro viti, aghi, spille, bottoni che venivano riciclati quando un capo d'abbigliamento si consumava.

 

Solo che un tempo, le nostre mamme, cercavano di tenere nascosta la loro arte di refashionist perchè palesava una mancanza di denaro per l'acquisto di cose nuove, ora, invece, ci si vanta di tutto questo perchè il riciclo (parola italiana che significa refashion) è trendy, di moda, non inquina, ripulisce l'ambiente... su queste ultime cose avrei milioni di parole da spendere ma non è questa l'occasione giusta.

 

Se fate un giro nel web mettendo nel vostro motore di ricerca la parola crafter, troverete centinaia e centinaia di siti che vi spiegano come realizzare un orribile fiore di plastica da una bottiglia di cocacola, sbruciacchiando i pietali per piegarli e producendo diossina, ma questo non lo dicono, oppure come realizzare un tappeto da una cinquantina di t-shirt tagliuzzate e ridotte a fettuccia, o come fare una collana con i tappi della birra.... e via discorrendo.

 


E ancora di più sono i siti che vendono queste meraviglie create. E non costano neanche poco, considerando che tu acquisti una fascia per capelli realizzata con un paio di mutande usate, o un gufetto portafortuna (anche i gufi vanno per la maggiore insieme ai puntaspilli) realizzato con gli stracci da spolvero, usati ovviamente.

 

crafter refashionIn ogni caso anche io, data la mia notoria passione di fare cose manuali, mi sono lasciata circuire da questo mondo. Ho elemosinato pezzetti di stoffa, tenuto quintali di scatole di cartone, rovistato nei secchioni dell'immondizia differenziata per prendere bottiglie e barattoli di fagioli, Comprato centinaia di fili, aghi, spille -  a proposito delle spille prima c'erano le spille, ora ci sono vari tipi di spille, quelle lunghe, quelle corte da quilting, quelle colorate, quelle più sottili... tutta un'industria intorno alle spille, e non solo - colle viniliche di ogni tipo, pennelli piatti, tondi, larghi, stretti, rubato mutande in giro, magliette ai figli... e per un annetto abbondante ho tentato varie strade per scegliere quella che mi era più congeniale, riducendo la mia casa in una specie di deposito di roba vecchia. Ma non solo. Da sempre ho la passione per... viti, ferramenta, cacciavite, trapani, e ogni volta che entro in uno di questi megastore tipo brico o leroymerlin non ne esco più, devo toccare tutto, guardare, e acquistare, almeno una scatola di chiodi, ma devo acquistare.

 

Questa storia di novella crafter mi ha fornito la scusa per entrare sempre più spesso in questi negozi ed ho acquistato una trentina di set di taglierine di tutti i tipi e per tutti i materiali, anche quelli che non uso e non userò mai, due scatole di mini-attrezzi tipo dremel, la vernice per corrodere il vetro.... insomma tutto e di più.

 

Comunque da qualche giorno un'insolita inquietudine mi pervadeva perchè la soddisfazione nel guardare un fiorellino realizzato con stoffa riciclata e bottoni staccati dal cappotto di Marella comprato l'anno scorso era decisamente inferiore all'irritazione che invece mi pervade quando guardo l'eterno casino che c'è in casa mia. Ma non demordevo ancora, anche se già da tempo, avevo smesso di accumulare, perchè potrebbero sempre servire, scatole e rotoli di carta igienica.

 

Poi, ad un certo punto, la svolta. Ho pensato. Ho pensato che i volant sulle magliette mi fanno schifo, che i fiori di plastica mi fanno altrettanto schifo, e che dei puntaspilli non so che farmene.

 

Ho sciacquato il cervello tenendo da parte le idee che potrebbero tornarmi utili ma che non ingombrano niente se non una piccola porzione di cervello, ho fatto un paio di sacconi condominiali per l'immondizia di tutta la roba accumulata e l'ho.... buttata!!! Sì buttata, che soddisfazione buttare invece di riciclare, ho pulito casa, ho cancellato dalla cronologia tutti i siti di crafter e refashionist e .... mi sono messa prendere il sole!

 

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